La figura di Gesù

Premetto che questo lavoro, non intende assolutamente entrare nel merito della questione se Gesù sia veramente esistito o se, esistito, fosse stato un semplice uomo o figlio di Dio. Io intendo esaminare, a prescindere da qualsiasi connotazione religiosa, la figura di Gesù esclusivamente da un punto di vista storico. Mi limiterò a valutare, l’eventuale sua esistenza nella Palestina, in base a documentazioni, provenienti soprattutto da ambienti non legati al Cristianesimo.
Oggi relativamente al personaggio Gesù vi sono diverse linee di pensiero:
Il cattolico che crede alla sua esistenza semplicemente per fede e per un incondizionata accettazione degli scritti neotestamentari.
Il dubbioso che ritiene possano esserci dubbi, sulla sua natura divina, fin anco al dubbio se egli sia vissuto o meno.
Il negazionista il quale considera Gesù un personaggio mitologico mai esistito, e che qualsiasi scritto a lui riferito è da considerarsi solo pura leggenda.
Tutte e tre le linee di pensiero argomentano le loro credenze sviluppando tesi a volte bislacche ma a volte anche serie e comunque degne di attenzione.
Non è mia intenzione esaminare la veridicità di dette tesi ed esprimere un giudizio nel merito. Il compito che mi sono dato, è la semplice trascrizione delle documentazioni a noi pervenute inerenti alla figura di Gesù senza alcuna personale valutazione. Qualsiasi conclusione venga tratta dalla mia esposizione, sarà frutto di una interpretazione personale del lettore.
Andiamo pertanto ad esaminare quali fonti non cristiane abbiano parlato di Gesù:
Da parte latina tre sono le note pervenuteci.
La prima fa riferimento agli scritti di Plinio il giovane Governatore della Bitinia, il quale scrive all’imperatore Traiano in relazione alla comunità cristiana locale: …. essi, riunendosi illegalmente al mattino cantavano un inno a Cristo come se fosse un dio. È da notare che nella lettera egli non cita per nome, “Gesù”, ma usa il suo epiteto più diffuso “Cristo” ciò fa supporre che in ambito romano il nome di Gesù fosse poco conosciuto.
La seconda si trova nella biografia dell’imperatore Claudio regnante dal 41 al 54 d.c. scritta da Svetonio in cui vi si dice che durante il regno di Claudio, egli, espulse tutti gli ebrei romani per tumulti “istigati da Cresto” (sic), alcuni studiosi ritengono infatti che alcuni ebrei romani, consideravano il Cristo (Cresto) il messia in contrapposizione agli altri componenti della stessa comunità che invece non lo credevano, di cui i tumulti descritti da Svetonio
La terza informazione su Gesù fu data da Tacito, il quale descrivendo l’incendio di Roma provocato presumibilmente da Nerone, e per il quale furono ritenuti colpevoli i cristiani, scrive: [coloro] ……..che il volgo chiama cristiani… Quel nome essi derivano da Cristo che sotto il regno di Tiberio fu mandato a morte dal procuratore Ponzio Pilato. E’ da notare che anche in questo caso in nome di Gesù non viene menzionato.
Le fonti ebraiche sono molto più particolareggiate e fanno riferimento ad un importante storico ebreo Giuseppe Flavio, il quale scrisse in otto volumi, una notevole opera: La Guerra Giudaica; nel libro XVIII al capitolo Testimonium Flavianum (Testimonianza di Giuseppe Flavio) vi è scritto: Allo stesso tempo, circa, visse Gesù uomo saggio, se pure uno lo può chiamare uomo; poiché egli compì opere sorprendenti, e fu maestro di persone che accoglievano con piacere la verità. Egli conquistò molti Giudei e molti Greci. Egli era il Cristo. Quando Pilato udì che dai principali nostri uomini (ebrei) era accusato, lo condannò alla croce.
Coloro che fin da principio lo avevano amato non cessarono di aderire a lui. Nel terzo giorno, apparve loro nuovamente vivo; perché i profeti di Dio avevano profetato queste e innumeri altre cose meravigliose su di lui: E fino ad oggi non è venuta meno la tribù di coloro che da lui sono detti cristiani.
Vari studiosi, di natura dubbiosa o negazionista, suppongono che il testo, estremamente compiacente per esser scritto da un ebreo, sia stato rimaneggiato dal copista cristiano per accreditare la figura di Gesù alla sua natura divina, o addirittura che il testo sia stato aggiunto di sana pianta.
Vi è inoltre da considerare che tutti gli scritti facenti riferimento a Gesù Cristo compreso i testi di origine cristiana sono stati più volte trascritti e tradotti e in parte rimaneggiati.
Infine per la parte cristiana vi sono notizie provenienti dai vangeli, dalle lettere degli apostoli ecc. dette testimonianze datate in un arco di tempo abbastanza vasto, sono di notevole quantità, i primi testi si presumono scritti circa quaranta anni dopo la morte di Gesù, e sono anch’essi stati tradotti, trascritti e spesso reinterpretati.
Se Gesù sia esistito o no, se sia figlio di Dio o di un comune mortale, a prescindere dalla propria fede religiosa resta un dilemma enorme che da un punto di vista esclusivamente storico resta difficile dirimere. Da una parte non vi sono prove storiograficamente certe della sua esistenza, dall’altra vi è una poderosa prosa che ne attesta la sua presenza nel mondo. Un esempio: A coloro che eccepiscono sul fatto che nessuna notizia della crocefissione sia pervenuta da parte romana si eccepisce che anche su Ponzio Pilato ad esclusione di una lapide che ne attestava la sua carica nulla di scritto ci è pervenuto.
Reperti archeologici scoperti negli ultimi tempi non fanno altro che ingarbugliare di più la questione. E’ evidente che in questa materia povera di notizie di prima mano, ognuno costruisce le proprie tesi e i propri argomenti in contrapposizione all’altro, mantenendo vivo il dilemma che dura ormai da duemila anni.

N.C. 2012