Costituzione della Società Moderna (François Furet)

Il Fondamento della società moderna deve intendersi a partire dal 1898. L’idea di stato moderno, con forti connotazioni illuministiche, si era presentata molto prima della rivoluzione industriale inglese del 1888 e poi nella rivoluzione americana, già molto più vicino agli ideali francesi sfociati nella rivoluzione.

 F. Furet

Rivoluzione Francese – Rivoluzione Russa

Venti anni dopo i centenario della nascita della Rivoluzione  nel 1917 nacque  la Rivoluzione Russa

La rivoluzione Marxista Leninista fu iniziata con lo stesso intento della Rivoluzione Francese, distruggere totalmente il vecchio, (nichilismo) per ricostruire dalle sue ceneri una nuova società.

I bolscevichi presero dalla Rivoluzione Francese il 1893 (terrore) ergendosi a Giacobini del proletariato, intendendo così superare ed annullare la rivoluzione Borghese dell’89 e i suoi principi fondanti; per ironia della sorte duecento anni dopo quei principi, riaffiorando, determinarono la definitiva fine della Rivoluzione Bolscevica. I diritti dell’uomo, le libertà degli individui, le libere elezioni, la sovranità dell’uomo su se stesso, concetti fondamentali della Rivoluzione Francese, riemersero e soppressero definitivamente quelle idee che avevano inteso superarli.

Coscienza di Classe

Si ebbe coscienza di classe, allorquando, nella Rivoluzione Industriale Inglese, i contadini si trasformarono in operai. Nelle fabbriche la loro vita cambiò. il ritmo produttivo e lo sfruttamento della massa lavoro, fu notevolmente aumentato, rispetto alla loro precedente attività di coltivatori. I nobili latifondisti, in genere, erano meno sfruttatori dei proprietari degli opifici, ove il lavoro era veramente duro e nessun diritto poteva esser accampato dal lavoratore. L’orario si protraeva spesso oltre le ore venti, per sei giorni alla settimana, il lavoro minorile era impiegato normalmente, le paghe delle donne e dei fanciulli, a parità di prestazioni, erano notevolmente inferiori agli uomini. Furono in queste condizioni che i proletari presero coscienza di se ed iniziò ad organizzarsi la Rivoluzione Francese. Non fu però essa una rivoluzione del proletariato, essa fu una rivoluzione della borghesia in quanto non fu una rivoluzione per i bisogni, bensì lo fu per i diritti.

Alcune tesi prevedono di interpretare la Rivoluzione Francese con tratti non interamente borghesi, ma anche con elementi che anticipano la futura politica di emancipazione sociale, identificando nei Girondini e nella loro dittatura un parallelo con la Rivoluzione Bolscevica.

Il Marxismo Leninismo cercò analogie tra le due rivoluzioni, anche se con la Rivoluzione Bolscevica si intese annullare e superare quei principi che determinarono la Rivoluzione francese.

Dal saggio di F. Furet “Dal 1798 al 1917″

NC 2017